La Verità non ha etichette

Sono un cristiano
nascosto in una catacomba
decapitato nel terzo secolo
su ordine dell’imperatore Decio
e sono anche una donna di Triora
accusata di stregoneria nel Cinquecento
seviziata proprio da chi esibiva quella croce
sulla quale avevano inchiodato il mio maestro.

Io sono un trotskista nella Russia di Stalin
deportato in Siberia
da chi sventolava la stessa rossa bandiera,
sono un comunista con gli occhiali da vista
torturato nei lager cambogiani
proprio da coloro che come me
si definivano marxisti.

Io sono un antifascista negli anni Trenta
quando tutti erano fascisti
picchiato dalle camicie nere
confinato a Ustica e a Ventotene
ma più che le bastonate di allora
oggi mi fa male
l’ipocrisia di chi si usa la mia storia
per tornaconto personale.

Io sono un alchimista
ricercato dall’Inquisizione
un illuminista nella Francia del re sole
uno scienziato copernicano
condannato al rogo
oggi ricercatore per una multinazionale
sotto il ricatto del profitto,
un medico radiato dall’albo
minacciato da un nuovo e uguale oscurantismo
da chi ha ribaltato la parola scienza
facendola diventare un’arma del padrone.

Io sono una lebbrosa durante il Medioevo
un appestato nel ducato di Milano
senza green pass nell’Italia del ’21,
sono un disabile
che non vuol più esser compatito
e un docente di sostegno
stanco della retorica sull’inclusione,
sono una bambina ansiosa e bullizzata
e uno studente costretto per ore
ad ascoltare seduto
la lezione sul bullismo di un’insegnante
che mi tratta da incapace.

Sono un condannato alla castrazione chimica
nell’Inghilterra del ‘52
solo perché omosessuale
e oggi sono maschio bianco etero occidentale
in minoranza perché non appartengo
a nessuna minoranza
col senso di colpa
di essere privilegiato
chiuso in casa guardo compulsivamente porno
poiché nessuno mi ha insegnato
a riconoscere sotto la mia aggressività
il mio vitale splendore.

Io sono un ebreo di Cracovia
che cerca la terra promessa
gasato a Treblinka
e sono un bambino di Gaza
bruciato a morte
da chi fa la vittima
usando come alibi
persino l’Olocausto.

Come si ribalta la Storia
come il vestito del perseguitato di ieri
diventa oggi quello del carnefice,
com’è facile nascondersi
dietro la memoria
per non vedere il presente
sentirsi sempre dalla parte giusta
pensarsi liberi da pregiudizi
ma rimanere attaccati
alla solita vecchia mente
che ricrea campi di sterminio.

Come anche la memoria
diventa arma di dominio
per giustificare
quello in cui ci dicono di credere.

Possiamo noi riconoscere
nella melma di questo frastuono malato
l’inganno da millenni perpetrato
e lo Spirito di liberazione incarnato
nei diversi vestiti della Storia.

La Verità non ha etichette.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *