Oggi è rivoluzionario
ignorare l’ordine del giorno
imposto dall’informazione quotidiana,
non farsi catturare
dagli scottanti temi del momento,
guardare fuori dal finestrino
con interesse maggiore
che al proprio dispositivo elettronico,
andare a cercare un buon punto
dove il segnale non prende.
Oggi è rivoluzionario
conoscere la tradizione,
capire che la rivoluzione
si ritorce contro sé stessa
se non ha una dimensione interiore,
essere in stato di devozione,
leggere il Vangelo
senza alcun preconcetto,
riconoscere con chiarezza
i volti di questa oligarchia predatoria
con scopi anti umani
mascherata di innovazione e futuro.
Oggi è rivoluzionario
il pudore e anche un po’ di timidezza
essere erotici e non pornografici
vitali e insieme trascendenti
gentili ma non accondiscendenti,
amare l’essenza che traspare dalla persona
senza fingere di essere inclusivi
annunciare in piazza ad alta voce
“Sono un maschio e sono bellissimo!”.
Oggi è rivoluzionario
non fare troppo i rivoluzionari
chiamare innocentemente
le cose con il loro nome
gatto il gatto
formica la formica
madre una madre
senza timore di ricevere
accuse di discriminazione,
salutare con la frase
“Buongiorno a tuttu!”
facendo ironia
sul glossario di questa neolingua
ingannevolmente democratica.
Oggi è rivoluzionario
provare soddisfazione
indipendentemente dal risultato,
non partecipare ai cori delle lamentele banali,
apprezzare anche una vita ordinaria,
rispondere di non sapere
ma continuare a studiare,
avere l’Assoluto come unica ambizione,
essere più biologici del biologico
ma non prendere la certificazione,
sentirsi a proprio agio nel silenzio
anche in presenza di qualcuno,
scegliere in controtendenza la monogamia,
gioire per il suono dell’assiolo
e ringraziare per il suo ritorno.
Oggi è rivoluzionario
avere tempo,
non riempire ogni spazio,
saper chiedere aiuto,
inchinarsi senza servilismo,
discernere senza polarizzarsi,
accogliere la frase:
“ognuno è maestro di sé stesso e ha la sua verità”
con una fragorosa risata.
Oggi è rivoluzionario
andare a prendere l’acqua
direttamente alla fonte,
comprendere che il vero ordine
nasce da una vibrazione armonica,
decidere di sedersi e attendere
le proprie identificazioni evaporare,
sentire mentre cammini sull’argine
anche in un giorno di nebbia
un soffio immortale.