SPAZIO E NUOVO

Poca voglia di scrivere. Alla fine, credo sia cosa buona.
Si accompagna al desiderio di semplice, di gentile, di spazio.

Ho ardente desiderio di spazio.

Anche la ricerca di spazi per me, spazi esterni, spazi intimi, ha la radice in quell’anelito essenziale di spazio interiore.
La voglia di spazi personali non è che in definitiva il sussurro dell’anima che vuole appoggiarsi sulla poltrona della sua vera casa.
Non c’è nascita e rinascita senza utero, non c’è buona novella senza spazio vuoto. Occorre dissolvere ogni falsa impalcatura per l’abbandono a questo spazio. E’ un periodo buono per accogliere il suo invito.

La mente si sofferma poi su cose frivole, su cose immediate, ed è così che funziona.
Ripensa a quest’anno, e potrebbe aprire infinite parentesi, e battere e controbattere, e parlare dei temi della stringente attualità così ricercati, e alla fine così stancanti.

Se mi lascio inondare appena un po’ da questo Spazio, le cose sono più chiare.
Le certezze granitiche della ragione si sfaldano, e in questo spazio non è spaesamento, è benedizione.
I dati, le statistiche, le pretese di ragione, le arroganze e le violenze del falso potere del mondo.
Sarà tutto spazzato via, e c’è gioia nel pensarlo.

La vita ti offre un ribaltamento quando ti sforzi di fondarla secondo credenze e convinzioni imposte da altri. E praticamente quasi tutto è preso da altri.

Questo decondizionarsi è il nostro compito, arrivare ad ammettere con totalità: mi hanno preso per il culo. E anche io, mi sono preso per il culo.
Arrivare a dirsi questo con onestà è nuova nascita, un grande passo nello spazio interiore vibrante e abbondante dello Spirito.
Ti accorgi che non sai niente, e dimorando in ciò, inizi a scorgere qualcosa che altri non riconoscono: ti accorgi che non sei più un bambino in balia degli adulti.

E che puoi anche giocare a quei giochi stupidi là fuori, e dire che sono giochi stupidi, e dire che sono dei bambini che si fanno prendere per il culo. Ma poi finisce lì. Lasci tutti ai loro giochi, sapendo che i giochi, anche quelli che finiscono male, insegnano sempre qualcosa.

Tu torni a sederti, e aspetti senza pretese che quello Spazio ti accarezzi un’altra volta. Senti che in fondo, quello che davvero desideri è nuotarci dentro fino a dissolverti.

Buoni giorni. Buon anno.

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