CORONA: abdicare e regnare

Corona.

Parola trasformata e ribaltata in poche settimane.
Un suono che per molti è diventato un incubo, una minaccia, un nemico.
Una parola che evoca immagini totalmente diverse da quelle che suscitava prima.
Anche le vendite della birra corona sono crollate.

Corona. Corona. Corona.
Me lo ripeto ad alta voce per sentire che effetto fa a me.
Il virus è stato chiamato così per le punte a forma di corona presenti sulla sua superficie.

Io, che sono affascinato dai paradossi, mi domando se gli scienziati che hanno battezzato il covid-19 si rendessero conto dell’incredibile paradosso che stavano consegnando all’immaginario del pianeta.

Corona è Potere.
Cosa è Potere?
Potere, fino ad ora, non è stato vero Potere.
É stata perversione della Forza del Potere originario.
Un potere oscurato e malato, associato alla dominazione, all’abuso, alla sopraffazione, alla violenza, al controllo, alla paura.

Questa corona invita al ribaltamento della concezione sul potere.
Per entrare nel vero Potere, occorre abdicare.
Rinunciare alla dominazione e al controllo sul mondo, interiore ed esteriore.
Togliersi la vecchia corona.
Per questo è necessaria l’immobilità interiore, per invertire la tendenza.
Per l’immobilità interiore non è necessaria quella esteriore.
Ma per un certo periodo sì, come sanno tutti i mistici.

Un tempo appeso perché emerga la corona del vero Potere.
Il Potere che nasce da un altro luogo.
Potere del Servizio, consacrato alla protezione dell’Anima e alla cura della bellezza del Vivente.

Corona è dare potere.
A cosa do potere.
A chi consegno il potere. A chi do autorità.

Alla narrazione dei media, che diventa essa stessa narrazione della realtà alla quale poi aderiamo e a cui diamo il potere di essere la nostra realtà?
Alla scienza, che quando è figlia della verità dona gli strumenti per il benessere e il progresso, ma che oggi viene abusata dallo scientismo fondamentalista che medicalizza e controlla le nostre vite, prendendo il potere totale sui nostri corpi?

Qual è la narrazione esterna che ascolto e faccio propria. Qual è la mia narrazione interiore. A quali credenze, a quali idee, a quali immagini ho dato potere.
Ciò a cui do potere, prende potere.
Il mio mondo è dominato da ciò a cui ho dato potere.

Corona è governare.
La disparità economiche nelle nazioni e in tutto il pianeta.
Il potere di vita e di morte su interi popoli consegnato a qualche multinazionale.
La corona toglierà la corona a chi l’ha ingiustamente indossata producendo sofferenza e disequilibrio?
Il potere oscuro del petrolio e la necessità non più prorogabile di decretarne la fine.
A chi do i soldi quando faccio benzina, a chi do potere quando accendo la luce e scaldo casa. A chi e cosa do il mio tempo.
La corona ha fermato alcuni meccanismi di questo liberismo cancerogeno: l’idea tossica della crescita ad oltranza, l’ insostenibilità di un sistema economico già virus del pianeta e paradossalmente cannibale della stesse specie umana.
Non rinviare più queste domande, non accettare più che ci sia tolta la vera corona.

Corona ha che fare con lavoro, con denaro.
Non credo che molti abbiano compreso la portata.
Almeno la metà dei lavori potrebbero collassare. Un processo che già era in atto con la robotizzazione, la tecnica e la continua rivoluzione tecnologica.
Ciò è tragedia solo in un sistema come quello in cui viviamo. Se staremo lì, sarà guerra per le risorse, separazione, conflitto, sofferenza abissale.

Corona suggerisce che riappropriarsi della tecnica per il bene comune è liberazione dal lavoro coercitivo. Può essere l’inizio della fine di questo capitalismo, che è destinato comunque a finire, ma potrebbe durare ancora tanto.
Si comprenderebbe che la torta non è, come ci fanno credere, così piccola che qualcuno deve restare fuori. L’intelligenza a servizio dell’umano libera e dona benessere a tutti.
Si aprirebbe un nuova fase educativa sulla gestione del tempo liberato, sull’importanza del saper essere e sulla divulgazione delle conoscenze slegate dal profitto che possono sanare in poco tempo diversi aspetti del vivente.
Ma ancora la psiche di molti popoli non è pronta per questo, anche se la corona accelererà questo movimento.

Sarà imprescindibile distinguere reddito e lavoro.
Prima si comprenderà quanto è centrale questa differenza meglio sarà.
L’ipocrisia sul lavoro, il più delle volte inutile dannoso e fonte di sofferenza, dovrà finire. Non è il lavoro che nobilita, non è il lavoro su cui si debbano fondare le costituzioni. Semmai è l’Opera, il donare se stessi anche attraverso un’attività, che rende degno l’essere umano. Non la coercizione e l’obbligo per avere la sussistenza. Quella si chiama schiavitù.
Se la maggior parte tornerà a sgomitare per tornare alla normalità lavorativa, senza ripensare il suo perverso meccanismo, perderà una preziosa occasione.

Il reddito di emergenza potrebbe diventare reddito di esistenza per tutti, indipendente o no dal fatto che una persona abbia un’altro lavoro. Sì, sempre e per tutti. Diversi economisti ne parlano come soluzione futura. So che molti italiani, nonostante sentano il lavoro come un incubo e abbiano voglia di reinventarsi, non sono pronti per chiedere questo ai loro governanti, pensano sia una cosa impossibile e hanno paura di perdere qualcosa.  Ma la robotizzazione e la tecnica toglieranno lo stesso la maggior parte dei lavori, con o senza corona, in tutto il mondo. Se il reddito per il sostentamento sarà indissolubilmente legato al lavoro non se ne uscirà e per molti il lavoro diventerà sempre di più schiavitù. Mi prometto di tornare su questo e documentarmi meglio, ma sento che è un punto davvero importante per il futuro non solo del paese dove sono nato.

Corona toglie la perversione e l’abuso dell’idea di lavoro con tutto il suo immaginario per poterne ricreare una nuova.

Corona è regnare.
Su cosa possiamo regnare veramente?
Qual è il nostro vero regno?
Corona mostra il falso e vero potere.
Per indossare la Corona del Vero Potere bisogna abdicare.
Abdicare all’idea di se stessi e ritornare alla danza del Mistero.
Su questo, seguendo a sprazzi il consiglio di Wittgenstein (ciò di cui non si può parlare è meglio tacere) non si può dire molto.

Sento comunque che la Corona indica quello che già la Vita suggerisce a chi ha orecchie per intendere: deporre la propria falsa corona e indossare quella reale.

Abdica, siediti al sole, sii re di te stesso, per dirla alla Pessoa.

O ancora meglio: trova prima il regno di Dio e tutto il resto ti sarà dato in abbondanza.
Questo è davvero regnare.

Buona Pasqua.

 

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