Come LIBERARSI da un Natale di merda giocando ad OUT OF THE BOX

So che sei in difficoltà e ti voglio aiutare.

Natale è un momento particolare.  A ridosso del solstizio d’inverno, la Natura ti dice fermati, riposati, sii lieve, prenditi tempo per te, stai nella tua intimità, ascolta il silenzio dell’inverno, metti i reni al caldo. Ma tu sei lontano dalla Natura, dal Tao, dal Dharma. Sei nell’Occidente disastrato, nelle luci elettriche del Natale esasperato, nell’ansia del lavoro, o nella depressione preinvernale. Non te ne faccio una colpa, è un mondo difficile.

A questo si aggiunge il Natale. Se la Natura in questo periodo ci invita al silenzio e alla contemplazione e al Vuoto noi abbiamo pensato bene di dedicare questi giorni a riempirci di cibo, di circondarci di esseri umani più o meno rompicoglioni, di oggetti e sorrisini ipocriti.  Insomma data la difficile situazione del Natale ti propongo di bypassare l’intera faccenda con OUT OF THE BOX. 

Se proprio devi socializzare, fallo con stile. Proponi a te stesso e agli altri qualcosa che vi metta in una frequenza diversa, che regali gentilezza a casaccio e atti di bellezza privi di senso.

Se non sai cos’è OUT OF THE BOX ( e la situazione è più grave di quanto immaginassi) dai un’occhiata qui

Bene, ora che sai che cos’è Out of the Box, ti voglio fare il mio regalo di Natale: le istruzioni per giocare. Perchè non tutti l’hanno capito.

E’ una cosa molto più semplice di qualunque gioco di società, è ovviamente meno soporifero della tombola e se lo prendi per il verso giusto potrebbe addirittura cambiare la tua vita. Forse anche in meglio.

Le istruzioni, e tutto il resto, le puoi trovare anche qui, nel libro che ho scritto sulla mia esperienza di un anno con OUT OF THE BOX.

ISTRUZIONI

Apparentemente giocare ad “Out of the box” è la cosa più semplice del mondo: basta una scatola, una biro e dei bigliettini bianchi, nei quali si scriveranno le azioni da fare: chiunque può giocare. Non ci sono particolari regole se non quelle dettate dal buon senso e dall’intelligenza dei giocatori.

Si può giocare da soli, in due, in dieci, in cento, anche in mille credo (forse con qualche problema di gestione e condivisione). Ci si incontra insieme e poi si inseriscono i bigliettini nella scatola: si deciderà a seconda del tempo, dei partecipanti e delle condizioni in che modo giocare. Noi abbiamo deciso di pescare un’azione a settimana, ma si può benissimo giocare in una sera (in questo caso le azioni dovranno essere modulate da tutti in un breve arco temporale). La qualità e l’efficacia del gioco dipendono quasi totalmente dai partecipanti. Più totale sei nell’azione, più imparerai qualcosa di te, e più potrai divertirti. Se giochi sulla difensiva, se banalizzi il gioco, se lo manipoli o non lo rispetti, otterrai esattamente lo stesso dal gioco.

Chi scrive le azioni deve giocare: nessuno può scrivere un biglietto e poi non prendere parte al gioco. Sarebbe troppo comodo e irrispettoso scrivere azioni difficili e impossibili che noi sappiamo già che non faremo. Invece se scrivi un’azione che, probabilmente, potresti pescare proprio tu, porta un coinvolgimento attivo totalmente differente.

Il consiglio è scrivere delle azioni semplici, concrete, più precise possibili e realizzabili. Ad esempio, potresti scrivere l’azione generica “Vai a nuotare”, ma è meglio se la rendi più concreta e specifica: “vai a nuotare in piscina e fai almeno 20 vasche a rana.” L’azione “vestiti bene” è troppo generica e interpretabile, mentre l’azione “vai a fare la spesa in giacca e cravatta due volte in una settimana” dona maggiore chiarezza a chi dovrà compierla. Per scrivere le azioni lascia libera la tua creatività e ridiventa un po’ bambino. Sii rispettoso nei tuoi confronti e del gruppo, ma osa.

Consiglio di scrivere azioni che hanno a che fare con:

  1. Qualcosa che ti piace fare
  2. Qualcosa che hai paura di fare, ma vorresti fare
  3. Qualcosa che sfida un limite che ti blocca
  4. Qualcosa che pensi possa aiutare/migliorare/ te e chi gioca.
  5. Qualcosa di bello, creativo, divertente.

Di base è consigliato un alto grado di ascolto e sensibilità nei confronti di noi stessi e degli altri. Più il gruppo che gioca è mosso dalla creatività, dal buon senso, da un sano equilibrio tra concretezza e fantasia, dalla benevolenza per sé e gli altri, più il gioco sarà fruttuoso e fecondo.

Che lo spirito del Gioco sia con te.

Buon Natale.

 

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