OUT OF THE BOX: Come è iniziato il gioco FUORI dalla zona di COMFORT

Conobbi Noah in Costarica, nella regione del Guanacaste, sull’Oceano Pacifico. Il suo cognome Harharah mi sembrò molto divertente. Era olandese, viveva in Svizzera, e i genitori avevano origini arabe.

Un giorno andammo insieme in una spiaggia e ci imbattemmo per caso in alcune tartarughe giganti che uscivano dall’acqua per deporre le uova. Fu in quel pomeriggio di bellezza che Noah mi parlò di “Out of the box”. Mi raccontò di aver attraversato un difficile periodo di confusione e di depressione. Non sapeva che fare della sua vita, e più si sforzava di trovare una soluzione, di trovare la cosa giusta da fare, più non trovava risposta.

“Mi sentivo congelato, chiuso, non riuscivo più nemmeno a prendere piccole e banali decisioni, non riuscivo più a guardare le persone negli occhi.

Un giorno scrissi dei bigliettini con cose molto semplici da fare e li misi in una scatola. Ne pescavo uno, e facevo solo quello. In questi bigliettini poteva esserci scritto: fare una cena per dieci persone, fare l’hula hoop, camminare per 10 km ecc. Ad esempio in uno c’era scritto: fila la lana. Così io filavo la lana, come fanno le nonne, andavo col mio gomitolo di lana nei parchi, alla fermata dell’autobus, e continuavo a filare. Era un’azione senza senso, ma sentivo che mi stava aiutando. Poi alcuni amici mi chiesero cosa fosse quella scatola. E iniziammo un gioco in comune. Nacque così “Out of the box”, un gioco che ha cambiato la mia vita. Il gioco è semplice: c’è una scatola, chi gioca inserisce alcuni bigliettini con azioni semplici da realizzare, poi se ne estrae uno e si fa l’azione scritta. A volte le persone inseriscono nella scatola quello che vorrebbero fare, ma non ne hanno il coraggio, ma magari pescano proprio quello che hanno scritto loro.

 Grazie ad “Out of the box” iniziai a fare volontariato, andai in uno ospizio per anziani e ballai con alcuni di loro, insegnai olandese a rifugiati turchi, preparai una torta per i vicini di casa (feci una torta con gli animali dell’oroscopo cinese e i bambini ne furono entusiasti) e da quel giorno la vicina mi volle dare lezioni gratis di pilates. Un amico ha pescato il biglietto: “fare un ritratto di famiglia” e con tutta la sua famiglia hanno deciso di fare un autoritratto collettivo, insieme alla nonna, che stava morendo. Una volta finito gliel’hanno mostrato ,in segno di riconoscenza, il giorno prima che lei morisse”.

L’idea e la storia di Noah mi sembrarono subito affascinanti.  L’artista folle dentro di me sentì subito una chiamata. Un anno dopo Noah mi chiamò perché era in Italia. Avrebbe passato un periodo di studio in Toscana. Decidemmo di ritrovarci e camminare insieme per qualche giorno sul cammino di Francesco, da Candeggio a Gubbio. La vecchia idea di giocare ad “Out of the box” tornò a galla. Proposi di trovare un modo per giocare insieme, anche a distanza, e di condividerla con altri. Decidemmo che avremmo giocato ad “Out of the box” per tutto l’anno seguente, il 2016. Avremmo pescato un’azione a settimana, uguale per entrambi. Cercammo di organizzare il tutto  prima della fine dell’anno: ognuno di noi scelse alcune azioni da mettere in una scatola, che in tutto sarebbero dovute essere 52, come il numero delle settimane in un anno. Poi decidemmo che avremmo potuto condividere la cosa con amici, o con chi avesse voluto giocare. Optammo per l’opzione social network: creammo due gruppi su facebook, uno in inglese gestito da lui e uno in italiano gestito da me. Per presentare “Out of the box” agli iscritti io e Noah scrivemmo le seguenti parole.

Cari amici,

““OUT OF THE BOX”” sta per partire.

Cos’è “Out of the box”? È un gioco. All’interno di una scatola si inseriscono dei bigliettini con delle azioni semplici da fare. Tu le peschi e le fai, e poi vedi che succede.
Si potrebbero dire tante cose su questo gioco: un modo per uscire dalla nostra zona di comfort, una possibilità di regalare atti di bellezza privi di senso, un momento per concretizzare azioni di gentilezza, un’occasione di arte improvvisata, uno spazio per uscire dalla scatola blindata delle nostre idee e certezze e lasciarsi andare allo sconosciuto…Ma mi fermo qui perché la bellezza di questo gioco è non definirlo troppo e lasciare che accada.

Con il mio amico olandese Noah (Noè, colui che ci salva dal diluvio universale, come lo chiamo io) pescheremo e prenderemo fuori dalla scatola (“Out of the box”), un compito per ogni settimana, dal 3 gennaio 2016 fino alla fine dell’anno.
Grazie alle idee nostre e di molti amici, abbiamo raccolto 52 azioni, e le abbiamo messi all’interno della scatola. Il primo biglietto sarà pescato il 3 gennaio. Un anno pieno di una sorpresa ogni settimana. 52 settimane, 52 biglietti, 52 compiti imprevedibili, 52 azioni, 52 volte ci chiediamo “Perché lo stiamo facendo?”. 52 saranno le risposte, perché forse ci può essere molto senso nel non senso
Io e Noah ci prendiamo questo folle impegno, ogni settimana, per un anno, e pubblicheremo le nostre condivisioni, riflessioni, foto, video, disegni, relativi alle azioni estratte. Ma anche voi che leggete, siete invitati. Non necessariamente a giocare ogni settimana come noi, ma l’invito è quello di lasciarvi ispirare, farvi sorprendere, e certo, quando ne avete voglia, giocare assieme a noi. All’inizio di ogni settimana, saprete qual è l’azione che abbiamo estratto, e se ve la sentite, potete farla anche voi. Sentitevi liberi, sia di farla, sia di documentarla e condividerla con noi (scrivete le vostre riflessioni, inviateci foto o video, ecc.)

Chi lo sa cosa può succedere. Qualcuno potrebbe scoprire cose di se stesso che non avrebbe mai immaginato Qualcuno potrebbe trovare un’uscita di sicurezza. Qualcuno potrebbe confrontarsi con le proprie paure e i propri limiti, e superarli. Qualcuno potrebbe scoprire cosa non gli piace e cosa gli piace (magari per la prima volta). Qualcuno potrebbe mettersi in gioco. Qualcuno potrebbe  divertirsi. Qualcuno potrebbe scoprire talenti nascosti. Ma il suggerimento che vi do (e che mi do) è: non aspettatavi nulla, giocate e abbiate fiducia. Insomma se ve la sentite, siete liberi di giocare assieme a noi e condividere le vostre azioni. Se non ve la sentite, potete sempre seguirci ogni settimana e vedere cosa stanno combinano questi due strani tipi che estraggono azioni fuori dalla scatola.

Buon “OUT OF THE BOX” a tutti.

 

Tratto dal libro: OUT OF THE BOX: UN ANNO FUORI DALLA ZONA DI COMFORT

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